Località: Santa Caterina Ionio Categoria: Natura e Territorio
Torna la schiuma sospetta Non si riesce a fermare la marcia (né a trovare l'origine) dell'estesa scia di schiuma che, regolarmente, attraversa gli specchi d'acqua rivieraschi del basso Jonio
Santa Caterina Jonio - Non si riesce a fermare la marcia (né a trovare l'origine) dell'estesa scia di schiuma che, regolarmente, attraversa gli specchi d'acqua rivieraschi del basso Jonio catanzarese dove, ormai, frotte di turisti hanno piantato sdraio ed ombrelloni.
Il passaggio della fanghiglia spaventa i provvisori abitanti della spiaggia per il repentino cambio di scenario: il mare che prima era azzurro e limpido diventa oleoso e maleodorante. L'inconveniente, anche se passeggero (ma ricorrente), offusca l'immagine paradisiaca venduta dalle agenzie turistiche e apre una falla nelle alte aspettative dei vacanzieri, con un'inevitabile ricaduta di cattiva pubblicità e danni all'economia. La problematica, a cui si assiste da decenni senza che vi sia stato posto un argine, è causa di forte inquietudine per un'amministrazione comunale, come quella di Santa Caterina Jonio, che ha investito in un sistema di qualità ambientale che ha consentito all'ente di conquistare recentemente anche la bandiera verde, un riconoscimento assegnato a quelle spiagge ritenute ideali per le vacanze delle famiglie e dei bambini. E lo sdegno del sindaco, Domenico Criniti, per questa chiazza «d'importazione forzata» che non si riesce a controllare, è all'acme. Esclude perentoriamente, il primo cittadino, che il fenomeno possa provenire dal territorio comunale, interamente allacciato alla rete fognante, con due depuratori attivi, uno per la Marina e l'altro per il centro storico, e dove solo un black-out elettrico potrebbe creare qualche problema con il temporaneo blocco delle pompe di sollevamento. Si tratta di depuratori a tre stadi che funzionano attraverso il potenziamento dell'ossidazione con ossigeno, il cloratore e una macchina a raggi ultravioletti per abbattere ulteriormente la carica batterica al fine di ottenere un refluo che rispetta la normativa vigente.
Quale sia la fonte degli sversamenti di liquami in mare nessuno ancora lo sa ma il primo cittadino è certo della provenienza: «La schiuma – afferma Criniti – procede da sud a nord o dal largo verso terra ed è molto probabile che ci sia un problema di inquinamento localizzato nell'area dell'alto Jonio reggino, quindi lontano dal nostro comprensorio». Raccogliendo le lamentele e le ansie dei bagnanti e degli operatori turistici, Criniti ha investito del problema l'Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella Jonica affinché proceda ad un accurato monitoraggio della costa.
La questione depurazione è in Calabria di importanza strategica, sia per la salute del mare sia (di riflesso) per l'industria turistica e l'economia, ed il 2009, dopo la gestione degli Ato, ha segnato nella provincia di Catanzaro il ritorno della gestione diretta da parte dei Comuni: «L'anno scorso – ha sottolineato Criniti – noi sindaci ci siamo fatti carico delle problematiche relative alla depurazione, col fine di rendere efficiente il servizio e contribuire a salvaguardare il mare. Per mantenere un livello ottimale della depurazione il Comune, però, deve aggiungere nuove risorse a copertura dei costi d'esercizio in quanto i proventi del ruolo della depurazione non sono sempre sufficienti. Ma non basta un depuratore efficiente perché bisogna costantemente monitorare il territorio per difenderlo dagli scarichi abusivi».
Il sindaco sulla questione ambientale è molto determinato ed è pronto ad andare fino in fondo.
Fonte: Gazzetta del Sud 19-07-2010 @ 09:32
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