Località: Santa Caterina Ionio Categoria: Natura e Territorio
Bagnanti in fuga dalle spiagge Arriva la schiuma marrone e interviene Capitaneria
Fuggi fuggi generale ieri dalle spiagge del Basso jonio soveratese. Una inquietante scia schiumosa e alcune volte anche di liquame, si presenta puntualmente ogni giorno dalle10 alle 11 del mattino e turba le vacanze degli abitanti del territorio, e dei pochi turisti presenti sulle nostre spiagge. Della protesta si fa interprete il sindaco di S. Caterina Domenico Criniti che si è rivolto all'Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella Jonica. «Da anni - dice il sindaco - non si riesce a trovare la causa del fenomeno della estesa scia di schiuma che, regolarmente, attraversa il mare a pochi metri dalla battigia, dei comuni del basso Jonio soveratese. Il passaggio della fanghiglia, non consenti di tuffarsi a mare, diventato oleoso e maleodorante per cui si preferisce fare ritorno a casa, ed evitare che bambini e adulti si beccano una infezione. Questo fenomeno anche se passeggero - prosegue il sindaco, ma ricorrente - dà un'immagine negativa del nostro mare azzurro pubblicizzato dalle agenzie di viaggio, e delude le aspettative dei vacanzieri, con una inevitabile ricaduta negativa anche dal punto di vista economico». Eppure il Comune ha investito molto sull'immagine turistica di S. Caterina. «Da decenni - conferma il sindaco- si assiste a questi fenomeni, senza che vi sia stato posto un argine, e tutto questo è causa di forte inquietudine per un'amministrazione comunale, come quella di Santa Caterina Jonio, che ha investito in un sistema di qualità ambientale che ha consentito all'ente di conquistare recentemente anche la bandiera verde, un riconoscimento assegnato a quelle spiagge ritenute ideali perle vacanze delle famiglie e dei bambini. Noi non
siamo responsabili di questa situazione, escludo categoricamente, che il fenomeno possa provenire dal territorio comunale, interamente allacciato alla rete fognante, con due depuratori attivi,uno per la Marina e l'altro per il centro storico, e dove solo un black-out elettrico, come quello che si è verificato giorni addietro, potrebbe creare qualche problema in quanto si avrebbe il temporaneo blocco delle pompe di sollevamento. I nostri depuratori, funzionano attraverso il potenziamento dell'ossidazione con ossigeno, il cloratore, e una macchina a raggi ultravioletti per abbattere la carica batterica».
Fonte: Il Quotidiano 20-07-2010 @ 20:14
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