Località: Gagliato Categoria: Generiche
Luglio 2008. Nano Gagliato. Luglio 2008.Nano Gagliato.Mino Damato insieme al Prof.Ferrari.
ADDIO A MINO DAMATO L'UOMO CHE AMAVA LE SFIDE. Era stato a Gagliato a luglio del 2008 in occasione della Nano Gagliato.
Dal 16 luglio 2010 gli annali della storia del giornalismo nazionale hanno l'onore di ospitare e ricordare Mino Damato, noto giornalista e brillante conduttore televisivo.Scomparso a Roma all'età di 72 ...anni.Nato a Napoli il primo dicembre 1937, Erasmo, questo il suo vero nome, diviene giornalista professionista nel 1965 e soltanto tre anni dopo entra in RAI dopo aver lavorato per il quotidiano Il Tempo che abbandona in seguito a delle incomprensioni con il direttore Gianni Letta. Diventa da subito uno dei giornalisti di punta del Tg1 ed è proprio grazie alla tv che finalmente riesce ad esternare le sue migliori attitudini, il suo spirito bramoso di conoscenza ed avventura che lo guida fino a ricoprire il più che arduo ruolo di inviato di guerra. Il suo volto perbene ci accompagna in Vietnam, in Cambogia e in altri terrificanti scenari che hanno segnato parte della storia più buia del pianeta; in Afghanistan riesce a superarsi, rischia la vita realizzando per la prima volta nella storia del giornalismo televisivo una indimenticabile diretta via satellite dalle trincee.Il feeling con il mondo della televisione cresce e si rafforza, Damato inizia a coglierne i meccanismi, i tempi, perfino i segreti, coniuga alla perfezione il suo fare innovativo, coraggioso ed intraprendente con il rispetto della sempre presente deontologia professionale, una educatissima armonia che lo porta a realizzare trasmissioni televisive mai banali e mediocri: Tam Tam, una raccolta di reportage giornalistici; Un viaggio tra le stelle e Alla ricerca dell'Arca, lavori orientati alla nobile divulgazione scientifica; Rai Italia sera, una trasmissione di soft news in diretta condotta con Enrica Bonaccorti; Domenica In (edizione 1985-86), format televisivo che consacra definitivamente la sua originalità di conduttore eclettico e brillante, e che, grazie a lui, abbandona per la prima volta quell'impronta storicamente leggera per dare spazio ai veri contenuti giornalistici: cultura, informazione, attualità. Dopo successivi lavori realizzati con Retequattro e Telemontecarlo, riprende il rapporto di collaborazione con le reti RAI fino al 1997, anno in cui, dopo la conduzione del programma Grand Tour, decide di abbandonare definitivamente gli schermi televisivi per dedicarsi a pieno regime all'assistenza dei bambini malati di Aids. Diventa presidente direttore operativo della Fondazione Bambini in Emergenza e adotta da un triste orfanotrofio rumeno una piccola bambina affetta dall'Aids che purtroppo non sopravvive alla malattia. Al suo impegno viene ancora oggi riconosciuto un grande merito, in quegli anni la pubblica sensibilizzazione non era di certo affare semplice, le informazioni erano ancora grossolane ed incomplete, la malattia veniva ancora associata esclusivamente a determinati stili di vita sessuale. Non era così e la sua dolce adozione volgeva anche in tale direzione, mirava ad esorcizzare il bigottismo e la cieca morale che non vedeva morire di tale virus anche bambini ed eterosessuali. Brevi e poco incisive, invece, i suoi contatti con il mondo della politica. Ricordiamo la candidatura a sindaco di Assisi nel 1993, la candidatura alle elezioni europee del 1999 nelle liste di AN e quella a cavallo con il 2000 per la presidenza della Regione Lazio poi assegnata a Francesco Storace. Forse non era il suo mondo, di sicuro non era il suo lavoro, la sua passione. Lui viveva di gentile e ricca professionalità che lo approcciava al giornalismo in maniera impeccabile. Il sentimento, poi, la dedizione, l'impegno umano e la sua attenzione ai temi sociali faranno di lui sempre uno dei migliori giornalisti del panorama nazionale. 21-07-2010 @ 01:15
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